INTRODUZIONE A PIER VITTORIO TONDELLI

Pier Vittorio Tondelli

Pier Vittorio Tondelli

Pier Vittorio Tondelli, nasce a Correggio nel 1955,in una famiglia che lui stesso definisce di «gente ordinaria, gente comune, gente che batte le strade provinciali e comunali, gente lontana dalla cronaca e dal pettegolezzo».
Fin da giovane coltiva la sua passione per la letteratura ed il teatro, dopo aver frequentato il liceo classico si iscrive al DAMS di Bologna, dove studia  letteratura, cinema e teatro.
Tondelli  raggiunge il successo nel 1980 con  “Altri Libertini” , il suo primo libro che, dopo una travagliata revisione e riscrittura  in collaborazione con il redattore editoriale Aldo Tagliaferri, pubblica per Feltrinelli.
Pier Vittorio suddivise l’opera in racconti e  ognuno di questi, pur costituendo un’unità a sé, trova il suo compimento in un’unitarietà che ha come filo comune l’esperienza dei ragazzi degli anni Settanta fra viaggi a Amsterdam e Londra, droga, lotte studentesche, ricerca della propria identità, utopie di libertà. Il successo istantaneo di Altri Libertini  fu dovuto proprio alla forte carica trasgressiva dell’opera ma anche alla vicinanza ideologico-cronologica dell’opera alle vicende reali, dice Pier Vittorio: “Altri Libertini era un libro talmente aggressivo,e poi il clima stesso di quegli anni tra il ’79 e ’80: tutti avevano bisogno di storie,di racconti,il suo successo fu dovuto proprio al fatto che  esisteva un’onda disposta a ricevere una proposta di questo genere”. Venti giorni dopo la pubblicazione  “Altri libertini”  viene sequestrato per reato di oscenità poi assolto dal tribunale (“con formula ampia”).
Altri Libertini venne definito un libro generazionale, a questo proposito Tondelli affermò : “Mi ricordo che per Altri Libertini non mi scandalizzava la sua definizione di libro “generazionale , nel senso che io stesso avevo cercato in un certo senso di raccontare quelli che potevano essere chiamati dei “percorsi generazionali. Quando scrivevo i racconti di quel libro cercavo un determinato pubblico e avevo un’idea di lettore. Volevo comunicare ad altre persone che avessero più o meno la mia età.”
I protagonisti del libro sono dei giovani degli anni settanta, centrifugati verso un libertinaggio eversivo da quella società che ha prodotto il compromesso storico, che escludeva di fatto quei giovani che rifiutavano di conformarvisi: “Nei racconti di Altri Libertini c’era il rifiuto di qualsiasi ideologia,di qualsiasi tentativo di imporre alla propria vita delle direttrici, e un senso di scoperte molto personali delle occasioni della vita,dei propri progetti,di ciò che si è.
Altri libertini non è altro che un libro di giovani , dei ragazzi di vent’anni scoprono che il mondo in certo senso si scaglia contro di loro e cercano percorsi individuali per opporsi a questo.”
Si tratta di  un’umanità sommessa che cerca e trova la panacea alle proprie miserie nella droga o nella fuga da tutto e da tutti, anche da se stessi. E quel Nord come Amsterdam e Bruxelles vagheggiato e talvolta raggiunto da alcuni protagonisti rappresenta l’unica terra di libertà ancora concessagli, in contrasto con quell’Italia provinciale, il cui simbolo è Correggio, città natale di Tondelli, che è allo stesso tempo salvifica terra natale e luogo di morte.
Molti per anni identificarono Tondelli come un tossicomane  ed un libertino ma “era solo apparenza” svela Pier Vittorio,che intende la scrittura  come l’assoluto della finzione “quando scrivo un romanzo,creo un falso…il punto di partenza sono altre trame, narrazioni”, proprio in questo modo secondo l’autore si genera la sentimentalità della scrittura che si assesta su due prospettive, quella di approdare alla finzione vera e propria e quella di evidenziare gli inganni interni dell’intreccio.
Azzardato è il paragone Tondelli  secondo cui l’atto dello scrivere è come uno striptease, inteso come buttarsi fuori, mettersi a nudo. “C’è un piacere nel farsi vedere nudi, nell’esibire le proprie ferite o il proprio dolore”.
Il linguaggio di Altri libertini è un  mosaico di dialettismi emiliani e parlato giovanile degli anni ottanta,Tondelli espresse infatti la volontà di lavorare sul flusso del parlato,e quindi su una forma letteraria che riproducesse modi nuovi di esprimersi, egli affermava infatti:“Per me conta una scrittura che assorba nella propria linfa vitale tutta la cosiddetta sottocultura giovanile, che nasca da questa e la riporti continuamente in luce”.
E’ proprio l’autore a definire Altri libertini un’opera “democratica” in cui  mostra l’intento di porsi alla pari con il lettore, lo scrittore infatti secondo Pier Vittorio non è una personalità baciata da qualche capacità superiore, non appartiene a una classe sociale esclusiva o inavvicinabile “se lo posso fare io un libro come questo lo potete fare anche voi”.

” io credo che la mia formazione sia culturale  sia generazionale,di ragazzo comune che non viene da una famiglia colta e che è cresciuto con tutti i suoi coetanei in un clima abbastanza normale,abbia come suoi referenti il cinema,la televisione,il fumetto,e tutta la mitologia legata ai personaggi del pop,del rock ,anche la droga all’interno di questa mitologia, piuttosto che l alta cultura. Questo mondo giovanile io lo sento molto mio. I discorsi intellettuali non li sento miei”
(Pier Vittorio Tondelli- “Opere” , Una scena per l’età del Rock , p.953, Classici Bompiani, 2005)
Tutte le altre citazioni di Pier Vittorio Tondelli sono prese dall’opera citata pp. 949-999.
(di Nicholas Gioachini)

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