Isabella d’Este

isabellad'este

 

VITA

Isabella d’Este nacque a Ferrara il 17 maggio 1474 e morì il 13 febbraio 1539. E’ primogenita del duca di Ferrara, Ercole I d’Este e di Eleonora d’Aragona, figlia del re di Napoli Ferdinando I. Isabella d’Este ebbe in gioventù una eccellente educazione culturale, infatti incontrò molti famosi umanisti come pittori, scrittori e musicisti con cui aveva delle corrispondenze. Da giovane si dedicò allo studio della storia romana e imparò a tradurre i testi greci e latini ed era anche una talentuosa cantante e musicista. Amava ritenersi ispiratrice di poesia, musica e arte, tanto che si guadagnò il soprannome di “decima Musa”, e le rappresentazioni di Muse infatti abbondavano nello studiolo. Era considerata la patrona delle arti, nonché leader della moda il cui stile di vestire è stato copiato dalle donne in tutta Italia e alla corte francese. Il poeta Ariosto, che faceva parte della corte di suo padre, la definì come “Isabella libera e magnanima”, infatti lei e suo marito erano suoi patroni mentre scriveva l’Orlando Furioso. Oltre al poeta, l’autore Matteo Bandello la ritenne la donna più “suprema tra le donne” mentre il diplomato Niccolò da Correggio “La primadonna del mondo “. All’età di 16 anni diventò marchesa di Mantova sposando il 12 febbraio il marchese Francesco II Gonzaga. Nel 1509 il marito fu catturato e tenuto in ostaggio a Venezia dopo la sua sconfitta nella battaglia di Casaloldo e prese lei il controllo delle forze militari di Mantova e tenne gli invasori fino al suo rilascio nel 1512. Durante questo difficile periodo, lei sembrò essere stata molto più competente di suo marito e quando lo liberarono, Francesco era furioso e umiliato per essere stato messo in ombra dalla moglie. Questo causò la rottura del loro matrimonio e come risultato Isabella cominciò a viaggiare liberamente e in modo indipendente dal marito fino alla sua morte, avvenuta il 19 Marzo 1519 . Dopo la morte del marito, Isabella governò Mantova al posto di suo figlio Federico, giocando un ruolo importante nella politica italiana e rafforzando il prestigio del marchesato mantovano. Con il conseguimento della maggiore età del figlio, la sua figura di donna di comando generò alcuni dissensi, tanto che Federico la escluse dalla vita politica di Mantova. Fu forse per questo che Isabella si allontanò dalla città recandosi a Roma ma ritornerà a Mantova dove si dedicherà a delle attività come aprire una scuola per sole ragazze (ancora oggi esistente) e a trasformare i suoi appartamenti in un museo.

STUDIOLO
Dopo il matrimonio con il marchese di Mantova si sistemò negli appartamenti al piano nobile del castello di San Giorgio. Poco dopo il suo arrivo fece organizzare due piccole stanze ad uso personale: lo “studiolo”, situato nella torretta di San Niccolò, e la “grotta”, un ambiente al di sotto dello studiolo. Isabella fu l’unica nobildonna ad avere uno studiolo e l’idea le era probabilmente partita sia dalla conoscenza dello Studiolo di Belfiore di suo zio Leonello d’Este, sia grazie alla cognata Elisabetta Gonzaga, che le mostrò gli studioli di Gubbio e Urbino. Nello studiolo Isabella si ritirava per dedicarsi ai suoi passatempi, alla lettura, allo studio, alla corrispondenza. Inoltre vi radunò i pezzi più pregiati delle sue collezioni, ovvero pezzi di archeologia ed opere contemporanee, secondo quel confronto tra “antichi e moderni” che all’epoca dominava in campo artistico. Mentre la grotta conteneva la collezione di antichità. Isabella elaborò per lo studiolo un programma decorativo basato su una serie di dipinti commissionati ai più illustri artisti dell’epoca su temi mitologici, allegorici ricavati dalla letteratura e celebrativi di se stessa e della sua casata. Il progetto di Isabella sarebbe stato quello di mettere in paragone i vari artisti su dipinti di identiche dimensioni con la medesima direzione della luce e con le figure in primo piano di stessa grandezza. Queste condizioni si rivelarono tutt’altro che semplici da comunicare ai vari artisti a causa dei diversi strumenti di misura e per una certa confusione che generò la stessa Isabella, variando e revocando spesso gli ordini. Inoltre non tutti gli artisti avevano familiarità con i temi mitologici ed allegorici. Tra il 1519 e il 1522, dopo la morte del marito, Isabella si trasferì in un nuovo appartamento nell’ala detta “Corte Vecchia”, realizzato dall’architetto ducale Battista Covo. Lo studiolo venne smantellato e rimontato in un altro ambiente le cui stanze si trovavano tutte in piano. Dopo la morte della marchesa, le pitture vennero traslocate in un’altra zona del palazzo nel 1605. Nel 1627 le tele vennero donate da Carlo I Nevers al cardinale Richelieu portandole a Parigi per aggiungerle poi nelle collezioni reali di Luigi XIV e dopo la rivoluzione francese, nel nascente Museo del Louvre. Gli altri arredi vennero tutti venduti e dispersi e quelli riconosciuti si trovano oggi sparsi in più musei.

 
ALLEGORIA DELLA CORTE DI ISABELLA D’ESTE

allegoria della corte di isabella d'este
Il dipinto “ Allegoria della corte di Isabella d’Este” di Lorenzo Costa il Vecchio fu commissionato da Isabella d’Este per il suo studiolo e si chiama anche “ L’incoronazione di Isabella d’Este” . L’opera esalta la figura di Isabella protettrice delle arti che generano armonia. Isabella è la figura femminile al centro e la scena è ambientata nel giardino dell’Armonia dove si coltivano la musica, la poesia e le arti che vengono rappresentati dai personaggi in cerchio intorno a Isabella. Ella viene incoronata d’alloro da Anteros, dio dell’amore ricambiato e fratello di Eros, che è retto dalla madre Venere. Anteros e Venere simboleggiano l’amore celeste e virtuoso. Nella parte bassa del dipinto si trovano due figure femminili sedute in terra: la donna vestita di rosso, che accudisce la mucca, è Perseveranza mentre l’altra vestita di blu, che accarezza l’agnello, è Innocenza o Purezza. Insieme vegliano e proteggono il mondo di Isabella.

FONTI:
it.wikipedia.org/wiki/Isabella_d’Este

en.wikipedia.org/wiki/Isabella_d’Este

it.wikipedia.org/wiki/Studiolo_di_Isabella_d’Este

en.wikipedia.org/wiki/Allegory_of_Isabella_d%27Este%27s_Coronation

Print Friendly, PDF & Email