La Chimera di Sebastiano Vassalli

Giovan Battista Piranesi, Le carceri d'invenzione, 1750, Il muro con le catene

Giovan Battista Piranesi, Le carceri d’invenzione, 1750, Il muro con le catene

Sebastiano Vassalli nasce a Genova nel 1941. Vive l’infanzia a Novara, poi si trasferisce a Milano dove consegue la laurea in lettere. Tra gli anni 60 e 70 lavora come insegnante, per dedicarsi in seguito alla carriera letteraria e giornalistica. Ha scritto per note testate giornalistiche quali “La Repubblica”, “La Stampa” e attualmente  è opinionista per “Il Corriere della Sera”.
La chimera”, pubblicata nel 1990 e vincitrice del premio Strega,  è l’opera più importante di Vassalli, testimonianza della sua maturità letteraria. “La chimera” è un romanzo storico ambientato nei pressi di Novara tra il 1590 e il 1610.

La vicenda narrata tratta di Antonia Spagnolini, un’orfanella che è stata abbandonata sul torno della Casa di Carità San Michele a Novara, dove le monache accoglievano le “esposte”, cioè le orfane, educandole alla dottrina cristiana. Crescendo Antonia diventa sempre più bella, distinguendosi dalle altre esposte. Un giorno all’età di 10 anni la giovane viene adottata da una coppia di contadini e con loro si trasferisce in un piccolo borgo nelle campagne intorno a Novara di nome Zardino. Il suo arrivo nel nuovo paesino dà luogo ai pettegolezzi delle comari, le quali sono molto invidiose della sua bellezza. Presto arriva al paese un nuovo parroco, Don Teresio, il quale cambia radicalmente la vita dei fedeli, e causa l’allontanamento di Antonia dall’ambiente religioso. Durante i primi anni di maturità la giovane rifiuta molte proposte di matrimonio da parte di nobili e ricchi, ambiziosi di possederla, peccando di superbia agli occhi dei compaesani. All’età di 19 anni Antonia incontra un “camminante” di nome Gasparo, del quale si innamora. Egli radunava squadre di risaroli per lavorare nelle campagne attorno a Novara. I due sono malvisti perché soliti incontrarsi di notte presso il dosso dell’albera, un piccolo colle su cui si innalza un vecchio castagno “maledetto”, il luogo in cui si pensava si incontrassero le streghe. Tutti  questi  comportamenti di Antonia fomentano le voci che ella sia realmente una strega, e che partecipi a degli incontri notturni con il Diavolo. Don Teresio infine decide di denunciarla al Tribunale ecclesiastico, governato dall’inquisitore Manini, il quale è molto casto e oltremodo superstizioso, e che dunque si interessa con grande fervore al caso della giovane. Nonostante i tentativi di alcuni cari di Antonia nel volerla salvare dalla condanna, nell’autunno del 1610 la povera viene condotta dal boia sul dosso dell’albera, dove viene arsa al rogo tra le urla di gioia dei contadini, giunti anche dai paesi vicini.

Si potrebbe pensare, dopo aver letto questo libro, che essere nati ai giorni nostri non è altro che una fortuna, malgrado i gravi problemi che affliggono la nostra società, specialmente se donne. La Chimera di Sebastiano Vassalli è un libro molto interessante, capace di portare il lettore nel passato e risvegliare in esso le paure di essere una donna di quel tempo. La chimera , che dà il titolo al libro, è un mostro mitologico con la testa di leone e corpo di animali diversi e simboleggia la protagonista Antonia, che come la bestia che desta meraviglia e stupore nelle persone comuni, attira su di sé l’odio e l’invidia di una società spaventata, diventandone il capro espiatorio. Punto fondamentale del romanzo è la misoginia di una società superstiziosa e intollerante, infatti Antonia è giovane e bella e non si conforma ai modelli dell’epoca.  Nel corso del romanzo Vassalli mostra un’eccezionale abilità nell’intrecciare luoghi e storie reali con il romanzo inventato ma verosimile, permettendo al lettore di percepire l’atmosfera vissuta dai personaggi. Le accurate descrizioni dei luoghi e le minuziose caratterizzazioni dei personaggi costituiscono uno stile comunicativo molto efficace, che tuttavia potrà risultare a un  lettore poco paziente, un po’ appesantito, a causa delle digressioni eccessive e dei troppi dettagli storici forniti l’autore.
(di Emanuele Basilico, Nourhan Moustafà, Giulia Rossi, Eleonora Stabile)

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