Laura Cereta


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La vita

Laura Cereta, figlia di Silvestro e Veronica di Leno, nacque a Brescia nel 1469. Inizialmente affidata a un monastero per essere educata alla fede cristiana e imparare a leggere e scrivere, proseguì gli studi a casa e, con lezioni private e letture, pose le basi di una larga cultura, che comprendeva classici latini e volgari, filosofia, matematica, astrologia e scienze naturali.

A quindici anni sposò Pietro Serina ma, rimasta vedova e senza figli dopo soli 18 mesi, dedicò il resto della sua vita allo studio. La morte del marito fu un evento di rilievo nella vita di Laura Cereta, che si traduce nei suoi testi in riflessioni sull’umana fragilità e la fugacità della vita. In seguito, all’età di diciotto anni, tenne la sua prima orazione pubblica e, due anni dopo, secondo alcuni biografi, iniziò la sua carriera, durata sette anni, come insegnante di filosofia morale (anche se non ci sono documenti che lo confermano). Poiché le sue composizioni in latino erano notevoli, fu accusata di plagio da alcuni intellettuali. Ella affrontò tali opposizioni con una difesa dell’educazione delle donne nel Quattrocento in Italia, nella quale sostiene che le donne possono essere tanto colte quanto gli uomini. Laura Cereta morì nel 1499, a soli trent’anni, a Brescia e fu sepolta nella chiesa di San Domenico.

L’opera
L’opera di Laura Cereta è una raccolta di 82 lettere scritte in forma di orazioni e invettive riguardanti temi come matrimonio e famiglia, educazione, fato e fortuna, solitudine, avarizia, guerra e consolazione per la morte. Le lettere furono scritte tra il 1485 e il 1488. Tra i destinatari delle missive si distinguono i nomi di Bonifacio Bembo, Ludovico Cendrata, Cassandra Fedele, Paolo Zane. Alcuni dei corrispondenti erano fittizi ma è certo che il padre ne inviò alcune al frate domenicano Tommaso da Milano. L’opera, dedicata al cardinale Ascanio Maria Sforza, contiene anche ”l’orazione per la morte di un asinello” metà seria e metà scherzosa, che narra la disperazione dell’anziano Soldo per la morte del suo asinello. Laura Cereta era molto legata all’ortodossia cattolica ma allo stesso tempo attirata dai classici profani, ma nell’opera non si pone il problema del possibile contrasto tra i diversi valori, conciliandoli sul piano pratico. Alcuni critici hanno giudicato quest’opera irrilevante nel filone umanistico in cui si colloca, poiché mancano i riferimenti alla problematica culturale e filosofica dell’epoca.  I passi più vivaci e interessanti delle lettere riguardano la difesa della dignità femminile e del diritto delle donne a educarsi e a competere sul piano culturale con gli uomini. Di qualche importanza per la storia della pietà in Brescia alla fine del XV secolo è la lettera al vescovo Paolo Zane sull’abbandono in cui era lasciata l’eucaristia nel duomo cittadino.

Frammenti della lettera di Laura Cereta a Sempronio (13 Gennaio, 1488)
Difesa della Libera Istruzione delle Donne

Questa lettera è una delle tre lettere in cui Laura Cereta riflette sui valori  che l’hanno portata a dedicarsi allo studio e a lottare contro l’ opposizione sociale. Insieme alle altre due costituisce una delle più forti affermazioni dell’intelletto delle donne e del ‘’diritto’’ di dedicare se stesse agli studi umanistici, per essere riconosciute come donne letterate durante il Quattrocento.
I frammenti della lettera li possiamo trovare solamente tradotti dal latino all’inglese. Le parti scelte sono quindi in inglese e a ciascuna di esse corrisponde una traduzione in italiano.

My ears are wearied by your carping. You brashly and publicly not merely wonder but indeed lament that I am said to possess as fine a mind as nature ever bestowed upon the most learned man. You seem to think that so learned a woman has scarcely before been seen in the world. You are wrong on both counts, Sempronius, and have dearly strayed from the path of truth and disseminate falsehood. I agree that you should be grieved; indeed, you should be ashamed, for you have ceased to be a living man, but have become an animated stone; having rejected the studies which make men wise, you rot in torpid leisure. Not nature but your own soul has betrayed you, deserting virtue for the easy path of sin.
Le mie orecchie sono stanche del vostro criticare. Voi non solo vi domandate pubblicamente e spudoratamente ma vi lamentate che io dica di possedere come dono una mente che la natura non ha mai dato neanche all’uomo più dotto. Voi sembrate pensare che una donna così colta non sia mai stata vista nel mondo prima d’ora. Voi vi sbagliate in entrambi i casi, Sempronio, e vi siete allontanati (a caro prezzo) dal sentiero della verità diffondendo la menzogna.
Sono d’accordo che voi dovreste essere afflitto; anzi vi dovreste vergognare per aver smesso di essere un uomo e essere diventato una pietra animata avendo respinto gli studi che fanno saggio un uomo, decidendo invece di marcire nel tempo libero. Non è la natura ma la vostra anima ad avervi ingannato, disertando la virtù per la via del peccato.

You pretend to admire me as a female prodigy, but there lurks sugared deceit in your adulation. You wait perpetually in ambush to entrap my lovely sex, and overcome by your hatred seek to trample me underfoot and dash me to the earth. It is a crafty ploy, but only a low and vulgar mind would think to halt Medusa with honey.
Voi fingete di ammirarmi come un prodigio di sesso femminile, ma si cela un dolce inganno nella vostra adulazione. Incessantemente aspettate in agguato per intrappolare il mio sesso, e vincere sul vostro odio, cercando di calpestarmi e di precipitarmi sulla terra. Si tratta di uno stratagemma furbo, ma solo una mente bassa e volgare potrebbe pensare di sconfiggere Medusa con il miele.

I would have been silent, believe me, if that savage old enmity of yours had attacked me alone.  But I cannot tolerate your having attacked my entire sex. For this reason my thirsty soul seeks revenge, my sleeping pen is aroused to literary struggle, raging anger stirs mental passions long chained by silence. With just cause I am moved to demonstrate how great a reputation for learning and virtue women have won by their inborn excellence, manifested in every age as knowledge, the [purveyor] of honor. Certain, indeed; and legitimate is our possession of this inheritance, come to us from a long eternity of ages past.
Sarei stato in silenzio, mi creda, se questa vostra crudele e vecchia ostilità avesse attaccato solo me. Ma non posso tollerare che voi abbiate attaccato tutto il mio sesso. Per questa ragione la mia anima assetata cerca vendetta, la mia penna addormentata si sveglia per la lotta letteraria, la rabbia violenta suscita passioni mentali a lungo incatenate dal silenzio. Per giusta causa mi sono mossa per dimostrare quale grande reputazione per l’apprendimento e la virtù le donne abbiano conquistato con la loro eccellenza innata, che si manifestò in ogni tempo come  conoscenza, che dà onore. Certamente, anzi: il nostro possesso di questa eredità è legittimo, perviene a noi da una lunga eternità di epoche passate.

For knowledge is not given as a gift, but [is gained] with diligence. The free mind, not shirking effort, always soars zealously toward the good, and the desire to know grows ever more wide and deep. It is because of no special holiness, therefore, that we [women] are rewarded by God the Giver with the gift of exceptional talent. Nature has generously lavished its gifts upon all people, opening to all the doors of choice through which reason sends envoys to the will, from which they learn and convey its desires. The will must choose to exercise the gift of reason.
La conoscenza non è data come dono, ma si guadagna con diligenza. La mente libera, che non si sottrae allo sforzo, si alza sempre con un impegno assiduo verso il bene, e il desiderio di conoscere cresce sempre più grande e profondo. E’ per una non speciale santità, quindi, che noi (donne) siamo ricompensate da Dio con il dono di un eccezionale talento. La Natura ha generosamente diffuso i suoi doni a tutte le persone, aprendo a tutti le porte della scelta, attraverso le quali la ragione manda inviati verso la volontà. La volontà deve scegliere di esercitare il dono della ragione.

Where we women should be forceful we are too often devious; where we should be confident we are insecure. Even worse, we are content with our condition.
Dove noi donne dovremmo essere forti, siamo troppo spesso subdole; dove dovremmo essere sicure, siamo insicure. Ancora peggio, siamo soddisfatte della nostra condizione. 

 

Fonti :
http://www.treccani.it/enciclopedia/laura-cereto_(Dizionario_Biografico)/

http://www.lib.uchicago.edu/efts/IWW/BIOS/A0009.html

http://www.italiadonna.it/public/percorsi/biografie/f082.htm

http://en.wikipedia.org/wiki/Laura_Cereta

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