Le parafrasi della 3AL, a.s. 2013/2014: Cavalcanti, Guinizzelli, Cecco Angiolieri e Rustico Filippi

Voi che per li occhi mi passaste ‘l core di Guido Cavalcanti

Tu che con gli occhi mi trafiggesti il cuore
e risvegliasti la mente che dormiva,
osserva la mia vita angosciata,
che è distrutta da Amore con i suoi sospiri.

Egli viene colpendo con così grande forza,
che i deboli spiriti se ne vanno via:
rimane solo l’immagine esteriore
e una voce, che esprime dolore.

Questa forza (virtù) d’Amore che mi ha distrutto
si è mossa veloce dal vostro nobile sguardo (occhi gentili):
mi scagliò una freccia nel fianco.

Così giunse dritto il colpo al primo tiro,
che l’anima si risvegliò tremando
vedendo il cuore morto nel lato sinistro.

Lo vostro bel saluto e ‘l gentil sguardo di Guido Guinizzelli

Il vostro bel saluto e lo sguardo gentile
che mi rivolgete quando v’incontro, mi uccide:
Amore mi assale e non ha riguardo
se mi reca del male o del bene,

poichè mi scagliò una freccia attraverso il cuore
che lo taglia e divide da parte a parte;
non riesco a parlare, perchè brucio tra le sofferenze
così come colui che vede la propria morte.

Mi attraversa gli occhi come fa il tuono,
che penetra dalla finestra della torre
e spezza e distrugge tutto ciò che trova dentro;

resto come una statua d’ottone,
in cui non c’è vita nè spirito,
se non fosse che raffigura l’immagine d’uomo.

Becchin’amor di Cecco Angiolieri

Becchina amore! – Cosa vuoi bugiardo traditore?
Che mi perdoni. – Non ne sei degno
Per grazia di Dio! – Tu vieni da me umilmente.
E lo verrò sempre. – Che mi darai come pegno?

La buona fede. – Tu ne sei mal fornito.
Non nei tuoi confronti. – Non cercare di calmarmi, perché io so tutto.
In che cosa ho sbagliato? – Tu sai che io l’ho sentito dire.
Dimmelo amore – Vattene! Che ti venga un malanno!

Vuoi veramente che io muoia? – Anzi non vedo l’ora!
Tu non dici bene. – Mi insegnerai tu.
E allora io morirò. – Ahimè ecco che tu m’imbrogli!

Dio ti perdoni! -Ma perché non ti allontani?
Magari io potessi! – Ti trattengo per le vesti?
Tu hai il mio cuore. – E lo terrò per i tuoi guai.

Oi dolce mio marito Aldobrandino di Rustico Filippi

O dolce mio marito Aldobrandino,
restituisci ormai il corpetto a Pilletto,
poiché egli è un giovane tanto cortese e gentile,
che non devi credere a ciò che ti viene detto di lui.

E non stare tra la gente con la testa abbassata,
poiché non sei cornuto, e io te ne faccio smentita;
ma, così come un amorevole vicino,
venne a dormire con noi nel nostro letto.

Restituisci il corpetto ormai, non lo tenere più,
poiché non verrà più qui contro il tuo volere,
dato che sa quello che vuoi.

Non si spoglierà più nel nostro letto,
tu non dovevi gridare, anzi tacere:
poiché non mi fece nulla di cui io possa lamentarmi.

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