Pietro Giannone, Antonio Genovesi (approfondimenti: giurisdizionalismo, fisiocrazia)

Pietro Giannone, storico e scrittore politico, nasce a Ischitella (Foggia) nel 1676. Egli scrisse varie opere tra cui è opportuno ricordare L’Istoria Civile del Regno di Napoli a cui Giannone deve la sua fama e il Triregno, sulla storia del cristianesimo e del papato, per la persecuzione della Chiesa l’opera non venne stampata. A causa delle idee sulla Chiesa e della posizione anticlericale assunta Giannone fu scomunicato e perseguitato. Costretto a rifugiarsi a Vienna nel 1724 e successivamente, nel 1735, a Ginevra. Come racconta nella sua autobiografia scritta negli anni di prigionia, Giannone  fu arrestato nel 1736 in territorio sabaudo appena oltre il confine svizzero, tradito dal ministro di Carlo III di Savoia che si era accordato con il cardinale Albani per la cattura e la consegna del “sedizioso” in cambio di vantaggi politici. Catturato e imprigionato trascorse in carcere a  Torino gli ultimi dodici anni di vita, a nulla valse l’abiura del 1738 da lui presentata nella speranza di ottenere la libertà. In questi ultimi anni Pietro Giannone scrisse altre opere minori e un’autobiografia. Morì nel 1748, il suo corpo fu sepolto nella fossa comune dei prigionieri della chiesa di S. Barbara, all’interno della cittadella. La chiesa fu distrutta intorno al 1860.
La Istoria Civile del Regno di Napoli, scritta in venti e più anni di lavoro fu pubblicata nel1723,  tradotta in inglese, francese, e tedesco fu ammirata da molti intellettuali come Voltaire e subito inserita nell’Indice dei libri proibiti della Chiesa.
Essa ricostruisce le vicende politiche giuridiche e culturali del Regno di Napoli dal tempo dei Normanni al dominio austriaco. Nella Istoria Genovesi denuncia i danni provocati nel corso della storia dalla Chiesa, prende posizione contro i suoi privilegi, che consentivano alla Chiesa di esercitare un potere autonomo e sciolto dal controllo dell’autorità dello Stato, e critica le pretese papali sulla natura divina del suo potere. In questo modo Giannone diede un contributo fondamentale al giurisdizionalismo napoletano del Settecento e alcune sue idee troveranno realizzazione nel periodo della monarchia illuminata dei Borbone
Il Triregno. Del regno terreno. Del regno celeste. Del regno papale, che l’autore non poté pubblicare in vita, fu pubblicato nel 1940. In questa opera Giannone muove una critica nei confronti degli abusi del “regno papale”. Il Triregno è un’opera di carattere storico dove Giannone sottopone a critica la religione e la Chiesa e auspica la soppressione del papato e della gerarchia ecclesiastica per ottenere la piena realizzazione di uno stato libero dall’intromissione della Chiesa. Infatti secondo lo scrittore, la Chiesa, che Giannone distingue dal puro messaggio di Cristo, nonostante dichiari di disprezzare la dimensione mondana e di essere paladina di ideali e valori spirituali e profondamente etici, in realtà basa il suo potere sulle ricchezze, gli abusi e gli inganni e  impedisce un’evoluzione positiva dello stato. (fonte Dizionario biografico Treccani)

Il Giurisdizionalismo
Il Giurisdizionalismo, sviluppatosi tra 17° e 18° sec., è l’atteggiamento politico volto alla distinzione e al coordinamento tra il potere dello Stato e il potere ecclesiastico.
Esso estende l’autorità della giurisdizione laica su quella ecclesiastica, assegnando allo Stato il potere di controllare gli affari ecclesiastici di natura giuridica e civile, come per esempio la nomina dei rappresentanti della chiesa, il regolamento del matrimonio e dei rapporti tra la Chiesa nazionale e la Santa Sede. Giannone, storico del 18° secolo, nella sua opera più importante L’istoria civile del Regno di Napoli dà un contributo importante al giurisdizionalismo napoletano.

Antonio Genovesi e la prima cattedra di Economia Politica in Europa

Antonio Genovesi, filosofo ed economista nasce a Castiglione (Salerno) nel 1713 e muore a Napoli nel 1769. Dopo aver indossato l’abito talare si dedica all’insegnamento della filosofia nell’università di Napoli. Le sue idee e la pubblicazione della Metafisica gli costeranno quasi una condanna per eresia. Questo fatto lo spinse ad abbandonare gli studi filosofici e a dedicarsi allo studio dell’economia. Nelle sue opere Genovesi promuove l’idea di un sapere utile e civilmente impegnato nel solco dell’illuminismo europeo e italiano. Nel 1754 a Napoli veniva istituita da Bartolomeo Intieri la prima cattedra di economia politica in Europa. La cattedra, fu assegnata ad Antonio Genovesi, che tenne le sue lezioni in italiano e le raccolse in Lezioni di Commercio (1765). Genovesi  proponeva una revisione della politica economica dello stato napoletano, basata sulla fusione tra alcuni aspetti teorici del mercantilismo ed elementi delle nuove correnti fisiocratiche e liberiste. Genovesi considerava l’economia e l’agricoltura in particolare, organizzata secondo criteri scientifici e razionali, lo strumento principale per il raggiungimento della “pubblica felicità” e per il progresso delle nazioni e dei singoli individui. Nelle sue opere si schierò contro le rendite parassitarie e l’eccessivo numero di ecclesiastici e di avvocati e sostenne la necessità di riformare la proprietà fondiaria, effettuare interventi monetari e favorire il lavoro produttivo per il bene dei singoli e della società. Nel conflitto che nella seconda metà del Settecento contrappose il Regno di Napoli alla Chiesa Genovesi prese posizione a favore di una netta distinzione tra potere ecclesiastico e potere civile. (per approfondire link: Dizionario biografico Treccani)

Fisiocrazia
La fisiocrazia è una dottrina economica affermatasi in Francia tra il 1759 e il 1780, in chiara opposizione al mercantilismo e con lo scopo di risollevare le sorti delle scarse finanze francesi.
Essa quindi si trasformò da semplice difesa della funzione economica e degli interessi dell’agricoltura contro il mercantilismo a vera e propria dottrina sociale ed economica.
Punto fondamentale della fisiocrazia è l’affermazione della superiorità dell’agricoltura, sulle all’altre attività economiche: l’industria, il commercio e i trasporti, che sono considerate attività “sterili”. Secondo la fisiocrazia il lavoro agricolo moltiplica il rendimento dell’opera degli uomini, mentre le altre attività sono necessarie solamente a reintegrare le spese e sopravvivono grazie alle materie prime fornite dall’agricoltura. Le idee fisiocratiche ebbero molta importanza pratica ispirando la campagna per la libertà del commercio dei cereali e per la soppressione delle dogane interne e degli altri vincoli che limitavano la produzione di beni e gli scambi commerciali.

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