Vita di Ludovico Ariosto

Ritratto di gentiluomo, Tiziano, Indianapolis Museum of Art

Ritratto di gentiluomo, Tiziano, Indianapolis Museum of Art

Ludovico Ariosto nasce a Reggio Emilia nel 1474, da Nicolò e Daria Malaguzzi Valeri.
È il primo di dieci figli. Dopo alcuni anni trascorsi a Reggio e poi a Rovigo, la famiglia si trasferisce a Ferrara, che diviene la dimora stabile del poeta fino alla morte avvenuta nel 1533.
Dopo gli studi dell’infanzia Ariosto studia diritto, che abbandona per dedicarsi agli studi umanistici. Il suo maestro di lettere latine e greche è il monaco agostiniano Gregorio da Spoleto, sotto la cui guida perfeziona la conoscenza della lingua latina, mentre, a causa della partenza del maestro per la Francia come precettore di Francesco Sforza, non conduce a termine lo studio della lingua greca. Negli anni di studi giovanili, Ariosto frequenta l’Università di Ferrara, allora prestigioso centro di studi internazionale.
Nel 1500, a causa della morte del padre, Ariosto si trova costretto ad assumere gravi responsabilità e impegni familiari e deve provvedere alla sistemazione dei fratelli e delle sorelle minori. Nel 1502 assume l’incarico di capitano della Rocca di Canossa, nel 1503 prende gli ordini minori ed entra al servizio del cardinale Ippolito d’Este, fratello del duca Alfonso I, rimanendovi fino al 1517.
Tra il 1504 e il 1516, nei ritagli di tempo che riesce a sottrarre agli incarichi che gli assegna il cardinale Ippolito, incarichi faticosi e spiacevoli per il poeta, che è costretto a viaggiare a Bologna, Modena, Mantova, Roma per missioni diplomatiche e impegni di segretario e messaggero di fiducia, Ariosto scrive l’Orlando Furioso, che pubblica nel 1516.
In questi stessi anni si dedica alla lirica e scrive e mette in scena due commedie, La Cassaria e I Suppositi.
Nel 1513 ha inizio la relazione amorosa con Alessandra Benucci, relazione mantenuta sempre segreta, sia dopo la morte del marito di lei Tito Strozzi, sia dopo il matrimonio avvenuto pochi anni prima della morte del poeta. É lei la donna a cui sono dedicati i versi del proemio del poema (Orlando Furioso, canto I vv.14-16).
Nel 1517 Ariosto si rifiuta di seguire il cardinale Ippolito nella sede vescovile di Budapest. Nella prima delle sette satire, scritte tra il 1517 e il 1525, Ariosto spiega perché si rifiuti di seguire il cardinale in un paese freddo e dove il vino “fumoso” e i cibi con pepe e canna sarebbero per lui mortali (satira I vv.49-54).
Nel 1518 passa alle dipendenze del duca Alfonso I; questo incarico non risolve i problemi economici di Ariosto, ma è meno pesante e fastidioso per il poeta.
Ariosto si dedica alla scrittura delle satire, di altre commedie, il Negromante, e nel 1521 pubblica una seconda edizione del Furioso.
Nel 1522 è costretto per ordine del duca a recarsi in Garfagnana come governatore, vi rimane per tre anni fino al 1525. Nonostante la difficoltà della situazione e l’estraneità dell’incarico alla sua indole, Ariosto fu per tre anni un governatore efficiente e fedele al duca.
Tornato nel 1525 a Ferrara è nominato sovrintendente degli spettacoli di corte, adatta le sue vecchie commedie per la messa in scena e ne scrive di nuove, la Lena.
Acquista una casa in contrada Mirasole, dove trascorre gli ultimi anni di vita in compagnia del fratello Gabriele e del figlio Virginio.
Negli ultimi anni lavora alla revisione linguistica, stilistica e strutturale dell’Orlando Furioso, che viene pubblicato in una nuova edizione in quarantasei canti nel 1532.
Altri cinque canti vennero pubblicati postumi dal figlio con il titolo di Cinque Canti.
Postume sono pubblicate anche le raccolte di rime latine e volgari, scritte dalla giovinezza, l’epicedio per la morte di Eleonora d’Aragona, moglie di Ercole I d’Este risale al 1593, fin oltre i cinquant’anni di età, ma mai ordinate e pubblicate dal poeta.
Ludovico Ariosto muore a Ferrara il 6 luglio del 1533. Il suo corpo si trova tumulato nella sala maggiore della Biblioteca ariostea di Ferrara.

Fonti : Vita e opere di Ludovico Ariosto, in Ludovico Ariosto Orlando Furioso, a cura di Lanfranco Caretti, pp. XLVII-L, volume I, Einaudi Tascabili
link: Ludovico Ariosto in Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 4 (1962) di Natalino Sapegno

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