L’acqua, risorsa e fonte di vita (ambito 4 e.s.2003): tema di Paula Robbiani (4 liceo a.s.2014-15)

H2O: formula chimica di quella sostanza che è condizione necessaria, fonte è matrice della vita. L’acqua, molecola a prima vista molto semplice, ma sempre pronta a sfidare gli scienziati.
L’acqua, come tutti sanno, è un elemento fondamentale: senza di essa niente può vivere, crescere, produrre. L’acqua è sacra, l’acqua è vita e questo era già ben noto nell’antichità. Troviamo la prima traccia dell’importanza dell’acqua nei miti della creazione, come scrive Ball in “H2O una biografia dell’acqua”,”in principio era l’acqua: nella Bibbia “lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”; nel Regveda, tutto “era acqua indistinta””. Andando avanti nella storia, l’associazione acqua-vita si sviluppò soprattutto nelle civiltà che risiedevano sulle sponde dei grandi fiumi. Nell’antica Grecia troviamo Talete che fu il primo filosofo naturalista, che fece proprio il rapporto fra acqua e vita. Tutt’oggi noi attribuiamo sacralità all’acqua poiché è una fonte primaria e necessaria per lo sviluppo degli uomini, per la salute, per le città e le campagne, e in particolare per l’agricoltura e per una sana alimentazione.
L’acqua però non sempre porta benefici all’uomo. L’acqua ha un destino davvero strano, infatti sia quando è abbondante sia quando è scarsa, essa crea problemi all’umanità. Quando è molta a causa di eventi atmosferici e naturali straordinari,come inondazioni e cataclismi, essa è portatrice di catastrofi. Quando è poca si ha la siccità che porta alla morte di migliaia o addirittura milioni di persone. Non solo la quantità, ma anche lo stato dell’acqua ci deve preoccupare. Essa infatti a volte può essere marrone, sporca di fango e portatrice di malattie e morte, come scrive Corbellini in “Una molecola nell’oceano”, “nel passaggio a una civiltà più sedentaria l’acqua ha infatti cominciato a rappresentare un grave rischio di morte per l’umanità, veicolando gli agenti di malattie come il tifo è il colera o favorendo lo sviluppo di artropodi in grado di trasmettere virus, o parassiti come la malaria”. E pensare che, ascoltando i geologi, per eliminare il problema dell’acqua contaminata del tutto basterebbe scavare a una profondità maggiore di quella dei pozzi d’oggi.
L’acqua inoltre oggi è sprecata, ignorata e dimenticata forse più di qualunque altra risorsa naturale. Dobbiamo ricordarci che è una risorsa limitata, che sta iniziando a scarseggiare e che diventerà sempre più un bene prezioso e raro. Già oggi in alcuni paesi è scarsa e come scrive Merzagora in “Un patto sul colore dell’acqua”, “per l’Organizzazione mondiale della Sanità la situazione peggiora: nel 2025 l’oro blu potrebbe essere insufficiente per due persone su tre”. Lo spreco dell’acqua e la sua crescente scarsità è un problema mondiale che deve essere affrontato in maniera locale per ottenere risultati migliori. Ad esempio in Italia l’agricoltura può contare sempre meno sulle piogge. Un’associazione italiana ha messo a punto una tecnologia per riprodurre il processo naturale delle precipitazioni, come ci viene spiegato in “Agricoltura” del marzo7aprile 2002, ” ci si avvale di piccoli aerei che volano alla base dei sistemi nuvolosi, rilasciando microscopiche particelle di ioduro di argento in grado di accelerare il processo di condensazione trasformando il vapore in pioggia che cade al suolo”. Questo sistema viene utilizzato ancora solo in paesi come gli Stati Uniti o nazioni come Israele, ma è stato indicato nel 2001 a Ginevra anche come metodo per combattere la desertificazione della terra.
L’acqua alla fine rimane la sola e unica sostanza che riesce ad affascinarci anche quando è spogliata delle sue associazioni con la purezza, l’anima, la maternità, la vita e la giovinezza e anche quando la riduciamo a un fenomeno da laboratorio.

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