Vita di Giuseppe Ungaretti

1888 – 1912 Alessandria d’Egitto, le prime letture: Leopardi e Mallarmé
Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888 , il padre e la madre sono italiani emigrati da Lucca. Nella periferia della città la famiglia gestisce un forno per il pane. Nel 1890 il padre muore in un infortunio negli scavi per il Canale di Suez, dove lavorava come operaio.
Da ragazzo studia in collegio. Ha come compagni ragazzi “che appartenevano a tutte le credenze e a varie nazionalità”. Da vecchio dirà “È un’abitudine presa dall’infanzia quella di dare, certo, un’importanza alla propria nazionalità, ma insomma di non ammettere che non potesse essermi fratello chi ne avesse un’altra” (Nota introduttiva in Vita di un uomo. Tutte le poesie, Grandi classici Oscar Mondadori, p.504). Intorno ai quindici anni legge Leopardi, a diciotto su una rivista francese conosce Mallarmé, che lo seduce “con la musica delle sue parole, con il segreto, quel segreto che mi è tutt’oggi segreto”, la musica è il segreto della poesia (op.cit. p.506) Con Mallarmé c’è anche Baudelaire che è oggetto di discussioni interminabili con l’amico Moammed Sceab, con cui Ungaretti vivrà a Parigi. Legge anche Nietzsche e vi trova un certo legame con certe tendenze della sua natura, lo spirito anarchico e di rivolta. Frequenta la “baracca rossa” di Enrico Pea un italiano socialista, venditore di marmi e mobili, che ospita nel suo magazzino dipinto di rosso i socialisti e gli anarchici di Alessandria, italiani, greci, francesi, bulgari. Ungaretti non ha mai visto l’Italia, ma parla l’italiano che è la lingua “di tutto ciò che m’era caro” ( p.508). Sempre nella Nota introduttiva Ungaretti scrive “Sono d’Alessandria d’Egitto: altri luoghi d’Oriente possono avere le mille notti e una, Alessandria ha il deserto, ha la notte, ha il nulla, ha i miraggi ….” ( p.505)

1912-1914 Parigi, la Sorbona, gli artisti delle avanguardie
Nel 1912 si trasferisce a Parigi, la città di quanti volevano o speravano di diventare artisti, scrittori, o solo completare i propri studi. Frequenta la Sorbona, conosce poeti e artisti dell’avanguardia, Apollinaire, Picasso, Braque, Modigliani, i futuristi italiani. Nel 1913 l’amico Moammed Sceab, che vive con lui a Parigi, si suicida, a lui è dedicata la poesia In memoria della raccolta Il Porto Sepolto.

1914- 1918 Italia, la prima guerra mondiale, Il Porto Sepolto.
Nel 1914 si trasferisce in Italia, a Milano. Milano è “la nebbia, … il caos,… il disordine, ….l’agitazione delle folle” (op. cit. p.510). Qui scrive e pubblica le prime poesie, pubblicate in “Lacerba”, la rivista di Papini, Soffici, Palazzeschi. A proposito di queste poesie nella Nota introduttiva Ungaretti scrive “Quelle mie poesie sono ciò che saranno tutte le mie poesie che verranno dopo, cioè poesie che hanno fondamento in uno stato psicologico strettamente dipendente dalla mia biografia: non conosco sognare poetico che non sia fondato sulla mia esperienza diretta.” (op. cit. p.511)
Allo scoppio della guerra è chiamato come soldato semplice sul Carso. Nel dicembre del 1916 esce a Udine
Il Porto Sepolto che raccoglie le poesie scritte al fronte. Nella primavera del 1918 il reggimento di Ungaretti viene trasferito in Francia. Durante le licenze va a Parigi a trovare il suo amico Apollinaire; un giorno, la guerra è appena finita, lo trova morto nel letto, ucciso dall’influenza spagnola che imperversa in Europa insieme alla guerra.

1918-1920 Parigi, le riviste letterarie francesi “Commerce” e “Mesures”, Allegria di naufragi
Alla fine della guerra si stabilisce per un paio di anni a Parigi. Lavora come corrispondente per un giornale italiano, collabora a varie riviste letterarie, e in seguito presso l’ufficio stampa dell’ambasciata italiana a Parigi. Conosce Tristan Tzara, Louis Aragon, André Breton, Philippe Soupalt dadaisti e surrealisti, frequenta Modigliani con la giovane moglie pittrice Jeanne Hebuterne. Collabora alle riviste letterarie francesi “Commerce” e “Mesures”, che si occupavano delle nuove tendenze delle letterature europee, “Dal 1919 alla seconda guerra mondiale, con la collaborazione a “Commerce” prima, poi “Mesures”, con la frequenza di quegli ambienti letterari ch’erano i meglio informati del tempo, andò perfezionandosi la mia esperienza di poeta” (op.cit. p.515). Nel 1919 sposa Jeanne Dupoix, da cui avrà due figli. Pubblica nel 1919 Allegria di naufragi che raccoglie le poesie scritte fino ad allora, nell’edizione definitiva la raccolta avrà il titolo di L’Allegria.

1920-1936 Roma, Sentimento del tempo
Tornato in Italia è impiegato presso l’ufficio stampa del Ministero degli Esteri. Come inviato speciale della “Gazzetta del popolo” viaggia in Italia e in Europa. Ungaretti ricorda che in questo periodo “Vivevamo duramente”, ma “quel momento non di agi, è stato, per la mia poesia, uno dei momenti felici, il momento in cui il Sentimento del Tempo si forma” (op. cit. p.515)

1936 al 1942 San Paolo del Brasile, la cattedra di Lingua e letteratura italiana
Nel 1936 è invitato dal governo argentino a partecipare a una congresso letterario. Durante il soggiorno in America latina gli viene offerta dall’Università di San Paolo del Brasile la cattedra di Lingua e letteratura italiana. Si stabilisce con la famiglia a San Paolo. Nel 1939 muore all’età di 9 anni il figlio Antonietto.

1942-1970 Roma, professore di Letteratura contemporanea, le ultime raccolte
Tornato in Italia è nominato professore di Letteratura contemporanea all’università di Roma per chiara fama. Tra il 1947 e il 1960 escono altre raccolte poetiche e volumi di traduzioni. Ungaretti muore nel 1970 a Roma dove è sepolto al Verano.

Print Friendly, PDF & Email