Luigi Pirandello: i romanzi, Novelle per un anno, Maschere nude

I romanzi
Tra il 1893 e il1925 Pirandello scrive e pubblica sei romanzi: L’esclusa, Il turno, Il fu Mattia Pascal, I vecchi e i giovani, Quaderni di Serafino Gubbio operatore, Uno nessuno e centomila. Un settimo romanzo Suo marito ebbe una vicenda editoriale particolare e non venne terminato.
Tranne I vecchi e i giovani che è un romanzo storico ambientato in Sicilia negli ultimi anni dell’Ottocento, gli altri romanzi raccontano storie paradossali ambientate nei tempi moderni. Marta Ayala la protagonista de L’esclusa viene cacciata di casa dal marito quando è innocente e riaccolta dopo aver commesso l’adulterio, di cui era stata ingiustamente sospettata e accusata. Mattia Pascal legge la notizia del proprio suicidio sul giornale e decide di approfittarne rifacendosi una vita lontano dalla moglie e dalla propria infelice famiglia, scopre presto che la nuova vita non è migliore della precedente, e così “si suicida” di nuovo e torna al paese dove però può solo fare il “fu Mattia Pascal”. Vicende non meno paradossali capitano a Serafino Gubbio, Pepè Alletto e Vitangelo Moscarda, protagonisti degli altri romanzi.
Dopo i primi romanzi che seguono ancora la narrativa verista Pirandello utilizza tecniche narrative moderne che dissolvono la forma tradizionale del romanzo: adozione dell’io narrante, struttura aperta e intrecci anomali del racconto, impianto umoristico delle vicende.
(L’esclusa)
Novelle per un anno
Pirandello scrisse più di duecento novelle, pubblicate su riviste e quotidiani e poi raccolte in quindici volumi sotto il titolo complessivo di Novelle per un anno. Esse contengono moltissimi personaggi e situazioni inventati da Pirandello e da esse sono tratti quasi tutti i drammi teatrali. Ambientate nella Sicilia contadina o nella Roma di ricchi borghesi e umili impiegati, le novelle mettono in scena una moltitudine di situazioni assurde e paradossali nelle quali Pirandello rappresenta il lato comico e ridicolo e insieme penoso e drammatico dell’uomo e della vita.
Pirandello racconta utilizzando tecniche narrative all’avanguardia per i tempi; narratori interni, narratori esterni a focalizzazione esterna e interna, punti di vista che mutano e si alternano nel corso dell’intreccio, monologhi interiori, intrecci complessi con prolessi (flashforward) e analessi (flashback), a creare un’esperienza di lettura provocatoria che stimola il lettore, lo trascina nel meccanismo narrativo, lo costringe a seguire l’autore nell’opera di scomposizione a cui sottopone personaggi e realtà. La lingua è una lingua ormai completamente moderna, senza traccia di letterarietà erudita,vicina a quella che diventerà la lingua parlata dall’italiano medio nel corso del XX secolo. (La giara, Il treno ha fischiato, La signora Frola e il signor Ponza, suo genero, Il chiodo)
Maschere nude
Il teatro era stato il primo amore di Pirandello, che giovanissimo scrive, senza successo, i suoi primi drammi. Al teatro ritorna nel 1910 quando a Roma mette in scena con la Compagnia del Teatro Minimo di Nino Martoglio La Morsa e Lumìe di Sicilia.  Nel 1921 con I sei personaggi in cerca d’autore diviene celebre in tutto il mondo, da allora il teatro diviene la sua principale attività; dal 1925 al 1928 dirige la compagnia del Teatro d’Arte di Roma.
Il teatro di Pirandello è un teatro filosofico, un teatro di idee. I personaggi dei suoi drammi, sono uomini e donne che speculano, dibattono della vita e della morte, del dolore e della felicità, della verità e della sua impossibilità, dellla solitudine, dell’odio, dell’amore e della compassione che ci lega gli uni altri. Il rovello filosofico dei personaggi pirandelliani è però sempre risolto in creazioni e immagini poetiche e raramente rimane astratto e fine a se stesso.
Pirandello raccoglie la sua produzione teatrale nei volumi intitolati Maschere Nude. Il titolo si riferisce ai personaggi dei drammi pirandelliani che sono maschere nude ovvero maschere analizzate e dissolte con penetrante chiarezza, le maschere nude sono gli uomini smascherati, messi a nudo, uomini a cui è stata strappata la maschera dietro cui solitamente sono costretti a vivere.
(Enrico IV)

Print Friendly, PDF & Email