Il visconte dimezzato di Italo Calvino

IL VISCONTE DIMEZZATO DI ITALO CALVINO

Il Visconte dimezzato è un libro di Italo Calvino scritto nell’estate del 1951 e pubblicato nel febbraio del 1952. Fa parte insieme a Il barone rampante (1957) e Il cavaliere inesistente (1959) della trilogia dei Nostri antenati.
Calvino in un’intervista del 1983 dirà di averlo scritto con l’intento di « scrivere una storia divertente per divertire me stesso e possibilmente per divertire gli altri ; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due e ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo : tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi e non l’altra. » (Il visconte dimezzato, I.Calvino, Oscar Mondadori, Presentazione, p.V).
il Visconte dimezzato ambientato a Terralba, località collinare di Sanremo, racconta del ritorno a casa del visconte Medardo di Terralba che, in una guerra contro i turchi, tenutasi in Europa nel tempo in cui esistevano ancora imperatori, turchi con scimitarre, visconti e duchi e le ‘epidemie di terribile peste, riportò una terribile ferita che lo divise in due metà : una cattiva e una buona.
La voce narrante del racconto è quella di un nipote di Medardo, all’epoca dell’inizio della storia un bambino di sette o otto anni.
La vicenda dura pochi anni, il narratore alla fine del racconto dichiara di essere « giunto alle soglie dell’adolescenza », e termina con un finale a sorpresa e una, o forse più di una, morale.

Riassunto del capitolo I
Il giovane visconte Medardo di Terralba, insieme al suo scudiero Curzio, cavalcava per la pianura di Boemia per raggiungere l’accampamento dell’esercito cristiano e prendere parte alla guerra contro i turchi.
Il loro viaggio è accompagnato dalle cicogne che volano basse sulla pianura costellata di mucchi di carcasse di uomini e uccelli. Curzio spiega al giovane Medardo che le cicogne si dirigono ai campi di battaglia per trovare di che sfamarsi, i corvi, gli avvoltoi, gli uccelli rapaci sono morti a forza di mangiare uomini e donne appestati.
Man mano che si avvicinano ai luoghi delle battaglie i cavalli si fanno più irrequieti e Curzio spiega al visconte che essi sono disturbati dall’odore delle budella dei cavalli sventrati dalle scimitarre turche.
In lontananza i due cavalieri avvistano i pinnacoli delle tende dell’accampamento imperiale. Avvicinandosi incontrano una sentinella che li prega di avvertire il comando che il suo turno di guardia è finito.
Giunti all’ingresso dell’accampamento si imbattono in una fila di baldacchini che ospitano le cortigiane, il visconte non sa distogliere il suo sguardo da quelle belle donne seminude, ma lo scudiero lo mette in guardia : attento, gli dice, sono talmente sporche che neanche i turchi se le prenderebbero.
I due attraversano il campo, oltre le cucine, le scuderie e le tende dei soldati, per arrivare al padiglione dell’imperatore.
Il sovrano è impegnato con i suoi marescialli a stabilire i piani delle future battaglie.
Il visconte è presentato all’imperatore come appartenente a una delle più nobili famiglie del Genovesato e seduta stante nominato tenente.
Giunge la notte ed è tempo di dormire, ma Medardo non riesce a prendere sonno, cammina fuori dalla sua tenda, guarda il cielo e pensa che è tenente,che domani combatterà, pensa a casa, al fruscio delle canne nei torrenti. Ma non prova nostalgia, nè paura. Al contrario si sente sicuro e forse avrebbe trovato naturale anche quello che gli sarebbe accaduto l’indomani, sebbene terribile e doloroso. Spinge lo sguardo lontano e stringendo le braccia conserte intorno al corpo è contento di essere sicuro e presente a se stesso. Sentiva la guerra e il suo sangue scorrere fino a toccarlo, ma senza provare nulla. (parole 357)
Esercizi
1. Riassumi a piacere uno dei capitoli del romanzo.
2. Prova a trovare a quale guerra/battaglia si riferisce l’autore.
3. Individua tra i seguenti a quale tipo appartiene il narratore.
a) Narratore presente come personaggio nell’azione
1) l’eroe racconta la sua storia (avvenimenti analizzati dall’interno)
2) un testimone racconta la storia dell’eroe (avvenimenti osservati dall’esterno)
b) Narratore assente come personaggio dall’azione
3) l’autore onnisciente racconta la storia (avvenimenti analizzati dall’interno)
4) l’autore racconta la storia dall’esterno (avvenimenti osservati dall’esterno)
4. Individua le sequenze riflessive. Individua a chi possono essere attribuite.

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