Vita di Francesco Petrarca

petrarca vaticano 3195

Rubrica iniziale del Codice Vaticano 3195: “FRancisci petrarche laureati poete. Rerum vulgarium fragmenta” e primo sonetto “Voi ch’ascoltate in rime sparse il suono”

1304-1326: l’infanzia e la giovinezza.
Francesco Petrarca nasce ad Arezzo nel 1304, il padre è un notaio fiorentino, esule dal 1302 per ragioni politiche. Nel 1312 la famiglia si trasferisce a Carpentras in Provenza vicino ad Avignone, dove il padre ha ottenuto un incarico presso la corte pontificia. Dopo gli studi dell’infanzia e prima gioventù  per volere del padre studia  legge, prima a Montpellier e poi a Bologna, insieme al fratello Gherardo e all’amico Giacomo Colonna. I più antichi versi del poeta sono quelli del 1318-1319 scritti in latino in occasione della morte della madre. Nel 1326 dopo la morte del padre  abbandona gli studi di diritto a Bologna e ritorna ad Avignone. Prende gli ordini minori e diventa chierico, l’incarico ecclesiastico gli consente di non avere più preoccupazioni economiche.
1327 -1341:  il primo incontro con Laura, viaggia in Italia e in Europa, trova antichi codici latini, si ritira in Valchiusa, è incoronato poeta laureato a Roma.
Nel sonetto CCXI (211)  del Canzoniere  Petrarca data  al 6 aprile del 1327, nel giorno della passione di Cristo,  il primo incontro con  Laura e l’inizio del suo amore per lei. L’esistenza di Laura  è dubbia; alcuni storici l’hanno identificata senza sicuro fondamento con una Laura o Laureta Noves sposata a Ugo de Sade. A lei sono dedicate le poesie d’amore del Canzoniere.
Come chierico è al servizio prima di Giacomo Colonna e poi del fratello Giovanni Colonna, cardinale ad Avignone. Viaggia in Francia, Paesi Bassi, Belgio; a Liegi scopre un antico manoscritto contenente un’orazione di Cicerone. È tra i primi a cercare  e trovare gli antichi codici latini; per lo studio e l’ amore degli antichi scrittori latini Petrarca è considerato il primo umanista.
Nel 1337 è di nuovo in Provenza, dove  in Valchiusa possiede una casa in cui trascorre lunghi periodi di solitudine dedicandosi allo studio e alla scrittura, è qui che nascono molte delle sue opere.   Nel 1341 è incoronato poeta laureato con una cerimonia pubblica a Roma in Campidoglio.
1342-1374: ancora viaggi, la crisi spirituale, il Canzoniere, il ritorno in Italia, gli anni a Milano alla corte dei Visconti , gli ultimi anni  a Padova, Venezia e sui colli Euganei
Tra il 1341 e il 1353 alterna lunghi periodi trascorsi in Valchiusa, nella solitudine della propria casa, a soggiorni presso città e corti italiane, è a Parma, Bologna,Verona, Roma.
Nel Secretum e nella lettera  a Dionigi da Borgo San Sepolcro sull’ascesa al monte Ventoso insieme al fratello Gherardo, Petrarca parla di sè come di un uomo malato e di debole volontà, incapace di abbandonare la via del peccato e di seguire la via della salvezza dell’anima; in entrambe le opere è importante il riferimento alle  Confessioni di Sant’Agostino. Il Secretum e la lettera a Dionigi, datati al 1343, ma scritti circa dieci anni dopo, hanno come tema centrale la riflessione  sulla “mutatio vitae”, il cambiamento di vita, necessario per liberarsi dal peccato e salvarsi, che Petrarca non riesce a compiere.
A Verona scopre, nella biblioteca capitolare, il codice contenente le lettere Familiares di Cicerone , sul modello delle quali Petrarca scriverà le proprie lettere in latino. Alla fine del 1345 torna in Valchiusa dove trascorre due anni;  scrive in questo periodo il De vita solitaria e De otio religioso, due trattati in latino che esaltano la vita solitaria dedicata allo studio e alla meditazione. Ritornato in Italia riprende a spostarsi di città in città. Nel 1348 a Parma  viene a sapere da un amico che Laura è morta. A questo periodo, secondo gli studiosi dell’autore, risale la prima idea del Canzoniere come racconto dell’amore per Laura. Nel 1350, dirigendosi a Roma per il giubileo, visita Firenze, e incontra amici e ammiratori, tra i quali Giovanni Boccaccio. Dopo un breve soggiorno ad Avignone nel 1353 rientra definitivamente in Italia e si stabilisce a Milano  dove rimane per otto anni fino al 1361, al servizio di Giovanni Visconti, signore di Milano. Al periodo milanese appartengono altre opere in latino e  i Trionfi in lingua volgare, rimasti incompiuti. Nel 1361 lascia Milano e si trasferisce a Padova e poi a Venezia, dove risiede in una casa in Riva degli Schiavoni. Nel 1370 si ritira in una villa ad Arquà sui colli Euganei, insieme alla figlia Francesca e al genero, qui trascorre gli ultimi anni di vita fino alla morte avvenuta nel 1374.
Petrarca possedeva molti libri, una parte di questi oggi sono conservati nella Biblioteca Nazionale di Parigi, altri si sono persi. Delle sue opere possediamo numerosi autografi tra i quali il più famoso è il codice manoscritto Vaticano Latino 3195 del Canzoniere, scritto dal poeta stesso e sotto la sua sorveglianza.
Petrarca fu ammirato dai suoi contemporanei come scrittore di opere  in latino. Delle opere latine ricordiamo il poema Africa sulla seconda guerra punica, le raccolte di lettere Familiares, Seniles, Sine nomine, il Secretum. Il De vita solitaria e il De otio religioso due trattati sul tempo dedicato allo studio e alla preghiera. Gli scritti storici, il De viribus illustribus e i Rerum memorandarum libri, ambedue incompiuti. Di natura morale è il De remediis utriusque fortunae in due libri, una specie di manuale, assai letto nel Rinascimento, che passa in rassegna ogni possibile fortuna o disgrazia, suggerendo le ragioni che consigliano di non insuperbirsi della prima e   non lasciarsi abbattere dalla seconda. Le operette polemiche: il De sui ipsius et multorum ignorantia contro quattro filosofi veneziani che lo avevano definito “uomo dabbene ma ignorante”; gli Invectivarum contra medicum quendam libri IV (1352-55), nei quali difende la poesia contro le arti meccaniche.
A partire dalla seconda metà del Quattrocento ha inizio in Italia e in Europa il cosiddetto petrarchismo ossia l’imitazione del Canzoniere.
Fonte: Petrarca nell’Enciclopedia Treccani
Secretum meum
Il Canzoniere
Poesie dal Canzoniere di Petrarca

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