Le tecniche narrative di Verga

Gli studiosi hanno analizzato le tecniche narrative utilizzate nelle novelle e nei romanzi veristi di Verga.
Il narratore corale
Lo studioso viennese Leo Spitzer ha definito il narratore esterno de I Malavoglia come “un coro di parlanti popolari”, questo narratore corale si identifica nella comunità dei paesani di Aci Trezza. Spitzer nota che la narrazione avviene attraverso la rappresentazione di discorsi e gesti più che la descrizione di eventi e personaggi.
L’artificio della regressione e il narratore camaleontico
Guido Baldi ha chiarito la natura di questo narratore introducendo la categoria di “artificio della regressione”. Il narratore di Verga è un “anonimo narratore popolare che appartiene allo stesso livello sociale e culturale dei personaggi che agiscono nella vicenda ed è portatore della visione caratteristica di un milieu subalterno, provinciale e rurale”. Baldi distingue nella sua analisi il narratore di Rosso Malpelo, che “filtra in modo sistematico ed esclusivo i fatti interpretandoli secondo un’unitaria e a suo modo coerente prospettiva ideologica fondata sulla logica dell’interesse economico e sul principio della lotta per la vita”, e il narratore de I Malavoglia che Baldi definisce “ narratore camaleontico” perché “non ha una sua fisionomia unitaria e coerente ma assume di volta in volta la maschera di tutti coloro che entrano in scena, protagonisti, comprimari e comparse.”
L’artificio dello straniamento
Romano Luperini ha introdotto la definizione di “artificio dello straniamento” per spiegare alcuni effetti delle tecniche narrative verghiane. Lo studioso spiega che “l’artificio dello straniamento si fonda su due elementi: 1. la differenza fra punto di vista del narratore e punto di vista dell’autore; 2. la rappresentazione (che ne consegue) di ciò che è “normale” come se fosse “strano” a anche all’incontrario, di ciò che è “strano” come se fosse “normale””. In Rosso Malpelo per esempio l’affetto di Rosso per il padre e la sua decisione di non vendere i suoi attrezzi da lavoro viene giudicata strana dal narratore : “Ei possedeva delle idee strane, Malpelo!” Lo straniamento produce un doppio punto di vista: uno normale e uno strano, in sostanza l’autore offre al lettore la possibilità, mai esplicitamente espressa, di un doppio giudizio aderente all’ottica del narratore oppure no.
Il discorso indiretto libero
La tecnica principale della narrazione verista verghiana è il discorso indiretto libero. Il discorso indiretto libero è un particolare modo di riferire parole e pensieri all’interno della narrazione, in pratica si riporta un enunciato in terza persona senza che ci siano verbi a introdurlo. La frase “Ei possedeva delle idee strane, Malpelo!” è un esempio di discorso indiretto libero, la frase viene riportata senza che ci sia nessun verbo del dire che la regge. E’ proprio attraverso il particolare uso del discorso indiretto libero che Verga realizza un nuovo originale modo di narrare.

(Fonte: Leo Spitzer, Un coro di parlanti popolari, Guido Baldi,L’artificio della regressione, Romano Luperini, L’artificio dello straniamento, in Remo Ceserani, Lidia De Federicis,Il materiale e l’immaginario, Loescher Editore, vol.4 edizione rossa, pp. 1148-1157)

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