Perché Francesca?

William Blake The Lovers’ Whirlwind, Birmingham Museum and Art Gallery

l canto V dell’Inferno di Dante ha come protagonista Francesca che racconta a Dante  la sua storia.  Un giorno Francesca e Paolo, fratello del marito, mentre leggevano del bacio di Lancillotto e Ginevra, vengono travolti dalla passione si guardano negli occhi e si baciano.   “Amor che a nullo amato amar perdona” dice Francesca a Dante, nella terzina in cui spiega come è accaduto ciò che le è successo. Il verso significa che amore non permette a nessuno che sia amato di non amare a sua volta, con queste parole  Francesca dichiara la forza irresistibile che la pulsione sessuale esercita  sugli esseri umani.
Per Dante Francesca e Paolo sono colpevoli e meritano l’inferno. Abbandonarsi alla pulsione sessuale senza esercitare il controllo razionale è infatti peccato secondo la morale cattolica del tempo di Dante, Dio ha dato a uomini e donne il “libero arbitrio” esercitando il quale si può agire secondo la propria volontà. Questa visione dell’uomo è la visione tradizionale dell’uomo occidentale, quella a cui bene o male tutti siamo abituati.

Freud affermando e dimostrando l’esistenza dell’inconscio distrugge questa visione. Il padre della psicoanalisi afferma che la parte razionale dell’uomo, ovvero la coscienza, che Dante chiama libero arbitrio e Freud Io, è sottoposta all’azione della sua parte inconscia, a cui  Freud assegna diversi nomi: inconscio, preconscio, ES, Super-io, Eros, Thanatos. L’Io non è padrone di sé, ma è dominato da qualcosa che non conosce.
La psicologia e le neuroscienze confermano le scoperte freudiane. Gli studi sul cervello umano rivelano che le nostre decisioni e scelte sono influenzate da molti fattori che non controlliamo. (video:  Le neuroscienze sono la nuova filosofia? )
La ricerca scientifica che indaga il funzionamento del cervello mette anche  in discussione la visione dualistica dell’uomo che afferma che l’uomo è composto di un corpo materiale e di un’anima spirituale, perché di fatto essa si basa sul presupposto che il pensiero sia un prodotto della materia. Infatti le neuroscienze dimostrano che le nostre decisioni, i nostri sentimenti e pensieri, le speranze, memorie etc. non sono il prodotto di un’entità immateriale che chiamiamo, anima, mente, spirito etc. ma sono il prodotto delle reazioni chimiche che avvengono tra i neuroni del nostro cervello.
Questa idea è strana e innaturale e ci spaventa,  perché è difficile mettere d’accordo la concezione materialistica della mente con la nostra idea di libertà, di responsabilità, di valori. Di fronte a questa difficoltà possiamo rifiutare la concezione scientifica della mente e scegliere il dualismo, o decidere di accettare questa concezione e pensare che i valori, il libero arbitrio, la spiritualità  siano vecchie illusioni destinate a finire, ma possiamo anche cercare di conciliare i valori degli uomini e questa nuova visione della mente.
( video: This is your brain lezione di Paul Bloom del Department of Psychology, Yale University;
en.wiki: Francis Crick The astonishing hypothesis)

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