Il Romanticismo italiano

Gerolamo Induno, Triste presentimento, 1862

Il Romanticismo è stato un movimento originale e importante per la storia artistica, letteraria e politica del nostro paese.
Il romanticismo italiano presenta caratteri originali che possono indicarsi sinteticamente come segue : il forte legame con le idee illuministiche, la persistenza del classicismo, l’importanza del tema politico nelle opere degli autori romantici, il rilievo dell’opera lirica romantica.
(Giuseppe Verdi, “Va, pensiero”).
È in questo periodo che affonda le sue radici il Risorgimento : le idee di libertà e unità della nazione italiana nascono e si diffondono anche grazie alle opere di artisti e letterati romantici.
L’articolo di Mme de Staël “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni
Il Romanticismo inizia ufficialmente con l’ articolo di Mme de Staël, pubblicato sulla rivista letteraria milanese « Biblioteca italiana » nel 1816, “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni”, che invitava gli scrittori italiani ad abbandonare il classicismo e a tradurre e studiare i nuovi autori di altri paesi europei.
« Dovrebbero a mio avviso gl’Italiani tradurre diligentemente assai delle recenti poesie inglesi e tedesche; onde mostrare qualche novità a’ loro cittadini, i quali per lo più stanno contenti all’antica mitologia: nè pensano che quelle favole sono da un pezzo anticate, anzi il resto d’Europa le ha già abbandonate e dimentiche. Perciò gl’intelletti della bella Italia, se amano di non giacere oziosi, rivolgano spesso l’attenzione al di là dall’Alpi, non dico per vestire le fogge straniere, ma per conoscerle; non per diventare imitatori, ma per uscire di quelle usanze viete, le quali durano nella letteratura come nelle compagnie i complimenti, a pregiudizio della naturale schiettezza ».
A questo articolo risposero scrittori e intellettuali italiani, alcuni accogliendo l’invito della Mme de Staël, altri rifiutandolo, fu la cosiddetta « polemica tra classicisti e romantici ».
Nel 1816 vennero pubblicati tre scritti « Avventure letterarie di un giorno » di Pietro Borsieri, « Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo » di Giovanni Berchet, « Intorno all’ingiustizia di alcuni giudizi letterari italiani » di Ludovico di Breme che accoglievano l’invito della de Staël, riconoscendo la necessità di rinnovare la letteratura italiana, di scrivere di argomenti utili, interessanti, moderni, per quegli « individui leggenti e ascoltanti » a cui Berchet dà il nome di « popolo » , distinguendoli dagli « ottentoti », gli ottusi ignoranti, e dai « parigini », gli intellettuali troppo raffinati.
Tra i classicisti, Pietro Giordani, nella sua risposta alla de Staël, affermava che « Sarà veramente arricchita la nostra letteratura adottando ciò che le fantasie settentrionali crearono ? Così dice la baronessa, così credono alcuni italiani ; ma io sto con quelli che pensano il contrario. (…) Finito è il progresso delle arti : quando abbiano e trovato il bello e saputo esprimerlo, in quello riposano ».
Secondo Giordani  non c’è cambiamento, novità nelle arti ; oggetto delle arti è il bello che è eterno e immutabile.
Completamente diversa l’idea di poesia dei romantici d’oltralpe inglesi e tedeschi. W. Wordworths e S. Coleridge immaginano e scrivono « una poesia di accadimenti e situazioni della vita comune », descritti in « una lingua veramente parlata dagli uomini », i fratelli W.A.  e F. Scheghel   parlano di  “poesia melanconica e cristiana”, “in perpetuo divenire”, “sentimentale e fantastica”, Novalis  scrive gli “Inni alla notte”.
Questa nuova idea romantica di poesia rimase estranea alla letteratura italiana e i letterati che aderirono al Romanticismo adottarono le idee romantiche meno innovative, più moderate, quelle che meglio si potevano conciliare con la tradizione letteraria italiana e conservarono un forte legame con l’Illuminismo.
Il Conciliatore.
L’organo di diffusione delle idee romantiche fu il giornale milanese « Il Conciliatore », pubblicato dal settembre 1818 all’ottobre 1819, con cadenza bisettimanale.
La redazione comprendeva Pietro Borsieri, Giovanni Berchet, Ermes Visconti, Ludovico di Breme, Silvio Pellico.
I redattori del Conciliatore rimproverano agli studiosi italiani l’arretratezza, l’inutilità, la decadenza degli studi, affermano la necessità di una cultura moderna, al passo con i tempi. Consapevoli delle profonde trasformazioni culturali, economiche e sociali in atto ritengono necessario che i letterati e gli intellettuali si diano da fare per introdurre in Italia le novità letterarie, filosofiche e scientifiche del nuovo tempo.
« Risparmiandomi d’aggiungere altre domande egualmente dolorose per noi, io concluderò che possediamo attualmente l’apparenza della coltura, ma non la sostanza; e che non ama veracemente la gloria italiana chi, dissimulando queste piaghe, non esorta caldamente gl’ingegni a rivolgere gli studi ad oggetti più utili. Cessiamo una volta dal disperdere in commenti grammaticali, in quistioncelle d’erudizione, in censure, in apologie ogni forza di pensiero e d’immaginazione. » (Pietro Borsieri Avventure letterarie di un giorno)
Il giornale ebbe vita breve e venne chiuso in seguito alla pressione della censura austriaca che non voleva si pubblicassero articoli politici.
I principali redattori del giornale furono perseguitati dagli austriaci per motivi politici e vissero per molti anni in esilio o in prigione. Silvio Pellico fu arrestato a Milano nel 1820 e trascorse dieci anni nella fortezza austriaca di Spielberg, Giovanni Berchet entrò nella Carboneria, partecipò ai moti del 1821 e andò in esilio a Parigi, Londra e poi in Belgio, nel 1845 tornò in Italia, Pietro Borsieri fu arrestato e imprigionato dagli austriaci nello Spielberg, uscì dal carcere dopo più di quindici anni, andò negli Stati Uniti e infine poté tornare in Italia. Berchet e Borsieri presero parte agli eventi che seguirono le Cinque Giornate di Milano del 1848.
I grandi autori del Romanticismo italiano sono: Ugo Foscolo , Carlo Porta, Alessandro Manzoni, Giacomo Leopardi.

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